Eremo di San Michele - Pozzaglia Sabina Stampa

La grotta di San Michele si trova fuori paese, a circa 1000 metri di altitudine, su una montagna vicina ai campi. E’ raggiungibile tramite una mulattiera. Furono i longobardi a portare in Sabina il culto di San Michele Arcangelo. Furono i duchi di Spoleto, longobardi, a donare all’abbazia di Farfa il santuario di San Michele Arcangelo sul monte Tancia. Montorio era un possedimento dell’abbazia di Santa Maria del Piano.

Le due abbazie benedettine di Farfa e Santa Maria del Piano ebbero, ricordiamolo, stretti legami di vita religiosa ed economica. In una grotta naturale, sulla montagna vicina ai campi, è stata edificata una chiesa dedicata a San Michele, elevando, non si sa quando ma certamente in tempi antichissimi una parete. La parete stessa è in stile romanico. All’interno della grotta di San Michele c’è un altare carolingio, con un bel mosaico.

A sinistra di quest’altare ce n’è un altro (quello principale) con una statua di San Michele Arcangelo. Il Santo nella mano destra ha una spada, mentre sotto i piedi ha un drago. A destra dei due altari, dentro una nicchia naturale vi è l’Ossario detto degli Eremiti, con molti teschi ed ossa. Da notare che la gente di Montorio venerava qui anche i propri morti, quando il cimitero ancora non c’era, e questo ancora nel 1791. Ogni anno la prima domenica di maggio dentro la grotta di San Michele si celebra una Santa Messa.

La grotta di San Michele è citata negli atti delle visite pastorali nella diocesi Sabina dei cardinali Odescalchi (1833-36) e Corsini (1779-82). Sugli “Acta S. Visitationis Monitorii in Valle” di quest’ultimo si legge: chiesa rurale di San Michele Arcangelo, sull’altare è collocata una scultura lignea dell’Arcangelo. Anche negli atti dell’Odescalchi è chiamata chiesa rurale di San Michele Arcangelo.