Pozzaglia Sabina Stampa
pozzaglia sabinaDominato dal monte Faito, Pozzaglia Sabina, all’estrema periferia meridionale della provincia di Rieti, è raggiungibile dalla Ticinese e dalla Turanense sul displuvio di un sistema montano di grande suggestione paesaggistica.
Il centro non è lontano dal luogo in cui Carlo Magno ebbe la ventura di avere la meglio sui saraceni, facendo a erigere a perenne gratitudine la Chiesa di Santa Maria del Piano. Vuole in proposito la tradizione che una parte dei soldati di Carlo rimanesse in quel luogo, costruendovi un gruppo di case alle quali fu dato il nome di Puzalia, che si ritiene possa significare Pozzo dei Galli. A confortare questa ipotesi toponomastica sta lo stemma di Pozzaglia Sabina che rappresenta, appunto, un pozzo sovrastato da un gallo.
Il castello di Puzalia che denominava la zona era certamente molto antico. Se ne ha notizia in una bolla di Eugenio III nella quale si afferma che gli abati del Monastero di Santa Maria ebbero il dominio del territorio. Il possedimento castellano era peraltro compreso nella Massa Torna e, secondo il Galletti, fu distrutto dal “popolo romano” nel 1360. già ben prima, peraltro, era passato nella giurisdizione dell’abbazia farfense. In tempi successivi, il territorio di Pozzaglia Sabina fu sotto il dominio degli Orsini, dei Muti e, quindi, dei principi Borghese.
Le chiese
Nella Cattedrale di San Nicola di Bari, sotto l’altare della Trinità, è conservato il corpo di Sant’Ulpia Candida martire, qui trasportato sotto il pontificato di Clemente XII. La chiesa madre contiene un’affesco della metà del ‘500 raffigurante la Crocifissione.
Nella frazione di Pietraforte si trova la Chiesa di Sant’Elenain cui si conserva un quadro della Santa titolare attribuito al viterbese Giovan Francesco Romanelli, nonché un’altra opera della fine del ’600 raffigurante la Lapidazione di Santo Stefano.
A Montorio in Valle – piccolo e antico centro nel quale sono venuti alla luce numerosi reperti romani – la Chiesa di Santo Stefano custodisce la Trinità.