L'Unione dei Comuni Alta Sabina è stata istituita nel 2000 e attualmente comprende i seguenti comuni: Casaprota, Montenero Sabino, Poggio Moiano, Pozzaglia Sabina, Orvinio, Scandriglia e Torricella in Sabina.

Uno dei principali compiti dell'Unione è quello di promuovere la progressiva integrazione fra i Comuni che la costituiscono, al fine di addivenire ad una gestione efficiente ed efficace dei servizi nell'intero territorio, mantenendo in capo ai singoli Comuni la competenza all'esercizio delle funzioni amministrative caratterizzate da specifiche peculiarità.

Tra gli obiettivi prioritari c'è quello di promuovere lo sviluppo socio- economico dei territori dei comuni, favorendo la partecipazione dell'iniziativa economica dei soggetti pubblici e privati alla realizzazione di strutture di interesse generale. A tal fine l'Unione promuove l'equilibrato assetto del territorio nel rispetto e nella salvaguardia dell'ambiente naturale e della salute dei cittadini.

Un altro obiettivo pripritario consiste nel valorizzare il patrimonio storico-artistico dei centri storici e dei tradizioni economico-culturali locali attraverso opportuni incentivi della economia montana integrata che valorizzi ogni tipo di risorsa attuale e potenziale, con particolare riferimento alla valorizzazione prodotti tipici dei territori ricompresi nell'Unione tra cui l'olio extra vergine di oliva.

I servizi svolti dall'Unione sono: servizi sociali, trasporto locale scolastico, rifiuti solidi urbani, sportello unico attività produttive, commercio, servizi culturali.

Eremo di San Michele - Pozzaglia Sabina PDF Stampa E-mail

La grotta di San Michele si trova fuori paese, a circa 1000 metri di altitudine, su una montagna vicina ai campi. E’ raggiungibile tramite una mulattiera. Furono i longobardi a portare in Sabina il culto di San Michele Arcangelo. Furono i duchi di Spoleto, longobardi, a donare all’abbazia di Farfa il santuario di San Michele Arcangelo sul monte Tancia. Montorio era un possedimento dell’abbazia di Santa Maria del Piano.

Le due abbazie benedettine di Farfa e Santa Maria del Piano ebbero, ricordiamolo, stretti legami di vita religiosa ed economica. In una grotta naturale, sulla montagna vicina ai campi, è stata edificata una chiesa dedicata a San Michele, elevando, non si sa quando ma certamente in tempi antichissimi una parete. La parete stessa è in stile romanico. All’interno della grotta di San Michele c’è un altare carolingio, con un bel mosaico.

A sinistra di quest’altare ce n’è un altro (quello principale) con una statua di San Michele Arcangelo. Il Santo nella mano destra ha una spada, mentre sotto i piedi ha un drago. A destra dei due altari, dentro una nicchia naturale vi è l’Ossario detto degli Eremiti, con molti teschi ed ossa. Da notare che la gente di Montorio venerava qui anche i propri morti, quando il cimitero ancora non c’era, e questo ancora nel 1791. Ogni anno la prima domenica di maggio dentro la grotta di San Michele si celebra una Santa Messa.

La grotta di San Michele è citata negli atti delle visite pastorali nella diocesi Sabina dei cardinali Odescalchi (1833-36) e Corsini (1779-82). Sugli “Acta S. Visitationis Monitorii in Valle” di quest’ultimo si legge: chiesa rurale di San Michele Arcangelo, sull’altare è collocata una scultura lignea dell’Arcangelo. Anche negli atti dell’Odescalchi è chiamata chiesa rurale di San Michele Arcangelo.

 

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