L'Unione dei Comuni Alta Sabina è stata istituita nel 2000 e attualmente comprende i seguenti comuni: Casaprota, Montenero Sabino, Poggio Moiano, Pozzaglia Sabina, Orvinio, Scandriglia e Torricella in Sabina.

Uno dei principali compiti dell'Unione è quello di promuovere la progressiva integrazione fra i Comuni che la costituiscono, al fine di addivenire ad una gestione efficiente ed efficace dei servizi nell'intero territorio, mantenendo in capo ai singoli Comuni la competenza all'esercizio delle funzioni amministrative caratterizzate da specifiche peculiarità.

Tra gli obiettivi prioritari c'è quello di promuovere lo sviluppo socio- economico dei territori dei comuni, favorendo la partecipazione dell'iniziativa economica dei soggetti pubblici e privati alla realizzazione di strutture di interesse generale. A tal fine l'Unione promuove l'equilibrato assetto del territorio nel rispetto e nella salvaguardia dell'ambiente naturale e della salute dei cittadini.

Un altro obiettivo pripritario consiste nel valorizzare il patrimonio storico-artistico dei centri storici e dei tradizioni economico-culturali locali attraverso opportuni incentivi della economia montana integrata che valorizzi ogni tipo di risorsa attuale e potenziale, con particolare riferimento alla valorizzazione prodotti tipici dei territori ricompresi nell'Unione tra cui l'olio extra vergine di oliva.

I servizi svolti dall'Unione sono: servizi sociali, trasporto locale scolastico, rifiuti solidi urbani, sportello unico attività produttive, commercio, servizi culturali.

Montenero Sabino PDF Stampa E-mail

montenero sabinoCastrum Montis Nigri, l’attuale Montenero, è un piccolo comune della provincia di Rieti; situato su un costone dei Monti Sabini e racchiuso tra i torrenti Riella e Petraro.
Si ritiene che il nome Montenero possa derivare, oltre che dai folti e oscuri boschi che lo circondano (soprattutto lecci e querce), anche dalla presenza, nel territorio, della “pietra nera” o “pietra focaia” che in passato fu ampiamente sfruttata. Già nella preistoria, infatti, essa era utilizzata nell’industria litica, per la realizzazione di strumenti da taglio e da lavoro. La “pietra focaia” fu utilizzata, poi, fino agli inizi del 900 per la fabbricazione di acciarini e armi da fuoco (soprattutto durante il predominio dello Stato Pontificio).

L’aspetto dell’abitato, pittoresco per la sua struttura a spina di pesce, è costituito da una doppia fila di case intervallate da angusti vicoli e disposte ai lati di un’unica strada, l’attuale Via Roma, che collega le due estremità del borgo, la Chiesa in basso e la poderosa mole del Castello in alto.

L’agglomerato è immerso in un paesaggio dal sapore antico, in cui la presenza dell’uomo non è invadente e si può godere del benessere che donano ettari e ettari di montagne ricoperte di coltre boschiva; un territorio intatto di particolare suggestione naturalistica.
A tal proposito va ricordato che, a 2 km dal paese è sorta, ad opera della V Comunità Montana, un’azienda Faunistica per l’allevamento di cervi e daini, che si inquadra in un progetto di ripristino dell’ambiente naturale e di recupero della fauna selvatica.

Fonte: foto e testo www.comune.montenerosabino.ri.it

 

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